Crea sito

TONY GATLIF

Nato in una periferia di Algeri, ancora colonia francese, come Michel Dahmani da gitani andalusi, Tony Gatlif scopre il cinema nei pochi momenti in cui, invece che sulla strada, si trova a frequentare la scuola. A dodici anni, per evitare un matrimonio combinato, parte per Algeri e segna il suo precoce distacco definitivo dalla famiglia di origine. Ricorda, dell'epoca, che "vivevamo sulla strada, liberi, detestando la scuola, ogni forma di istituzione. Di contro, noi non stavamo mai fermi". 
Verso i quattordici anni, Gatlif sbarca in Francia, stabilendosi prima a Marsiglia e poi a Parigi. Segue gli ideali della guerra algerina di indipendenza, cerca fortuna, ma è senza un soldo, senza casa, senza affetti: si avvicina al mondo della delinquenza e ne resta intrappolato. Catturato, conosce gli istituti di correzione (su cui scriverà la sua prima sceneggiatura: La rage au poing) e, soprattutto, ha fortuna. Grazie alla complicità di un medico, si iscrive a un corso di teatro e, come dice, "per la prima volta lo Stato si interessa a lui, alla sua educazione, alla sua formazione". Inizia a frequentare i cinema, inizialmente perché, di notte, ancora senza un tetto fisso, offrivano un alloggio riscaldato dove poter dormire. 
Nel 1966 va a vedere a teatro il suo idolo, Michel Simon, e a fine spettacolo decide di aspettarlo uscire dal camerino. L'attore è impressionato dalla sua tenacia e lo spinge fra le braccia del suo impresario. Tony segue corsi di teatro professionali, adesso, e ha modo di conoscere attori e artisti emergenti, come Gérard Depardieu. Debutta con uno spettacolo e, parallelamente, scrive la sua prima sceneggiatura cinematografica.
Nel 1973 realizza il suo primo cortometraggio, interpretato da Jacques Villeret e Coline Serreau. È il debutto artistico vero e proprio: ancora è senza soldi né mezzi, ma dimostra talento e arte di arrangiarsi. Dai cortometraggi passa ai lunghi, spesso con le stesse condizioni di penuria e di mancanza di fondi, sopperendo come può. 
Le sue storie parlano sempre di emarginati, reietti, immigrati, zingari, gitani romeni, persone ai margini della società, di cui la società ha paura e, di contro, per cui la società non è che una prigione che ingabbia la purezza, l'innocenza infantile. 
Un cinema selvaggio, estatico, senza regole di stile o di contenuti, che si dipana libero come una danza sciamanica, un flusso di energia, uno stato di trance. Il cinema di Gatlif ottiene riscontri di critica e di pubblico, ma non è alla portata di tutti; e, a volte, nel suo tendere alla poesia, raggiunge il manierismo, finanche il lirismo. Ma è sempre una scelta, consapevole anche se apparentemente irruenta, e come tale deve essere vista e giudicata.
Exils, il suo film del 2004, lo incorona miglior regista a Cannes, un premio che, prima che un tributo, appare come una riappacificazione, dello Stato nei confronti di un gitano che non ha mai smesso di essere un ribelle.

Gypsy Roots-Lachto Drom

Liberte.Korkoro.Tony.Gatlif

PRINCES- TONY GATLIF

VENGO- TONY GATLIF

TRANSYLVANIA- TONY GATLIF

GADJO DILO. TONY GATLIF

VERTIGES- TONY GATLIF

INDIGNADOS-TONY GATLIF

JE SUIS NE D'UNE CICOGNE-TONY GATLIF

TONY GATLIF-FILM