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Carmen- Georges Bizet (SOTTOTITOLI IN ITALIANO)

OPERA LIRICA

a cura di Alessandro D'Alessandro

L'opera lirica è immensamente importante, sia dal punto di vista culturale che di puro spettacolo. Si tratta di un mondo a sè, di una sfera magico-rituale che contiene la poesia e la verità la magia del canto e l'intensità dei vari sentimenti umani. L'esoterismo contenuto nelle melodie, nella struttura armonica, nel libretto e nella drammaturgia di un' opera rappresentano l'humus tipico di autori come Haendel. Mozart, Beethoven, Donizetti, Verdi, Wagner e tanti altri.

Questa pagina è dedicata alle opere meno conosciute o meno rappresentate che meritano  più visibilità e diffusione, al posto di titoli sempre più replicati solo per la mera soddisfazione dei vari registi o direttori che ne presentano la "propria" versione.

Il nostro intento è invitare tutti ad avvicinarsi e ad appassionarsi all'opera, e per gli esperti far rivivere le emozioni di titoli eccelsi poco rappresentati, o mai più rappresentati.  

LE ORIGINI

L'opera nasce indubbiamente grazie all'influenza del teatro greco, nell'ambito della civiltà occidentale.
L'evoluzione successiva, in cui l'azione teatrale si realizza attraverso la musica e il canto, risale al sec.XIII
con alcune forme di spettacolo che possiamo considerare l'opera ante litteram, tra cui "Le Jeu de Robin et
de Marion" di Adam de la Halle, presentato alla corte di Napoli nel 1282. La Camerata fiorentina alla fine
del'500 diede regolare atto di nascita all'opera, presentando "Dafne" (versi di O.Rinuccini, musica di J.Corsi e J.Peri) e "Euridice"( opera degli stessi e nella quale venne inserita un'aria di G.Caccini). Ma la genesi della struttura interna dell'opera si completa grazie a Claudio Monteverdi con "l'Orfeo", capolavoro della musica, messo in scena a Mantova nel 1607.
Tutta la storia dell'opera può essere vista come un conflitto tra musica e parola, al cui gioco si presta la voce umana e la sensibilità dei musicisti e del direttore d'orchestra.
L'opera seria nasce nel 1700 e offre agli spettatori modelli eroici tratti prevalentemente dalla storia antica
e dalla mitologia. Gli autori più significativi, dopo i pionieri Metastasio e Zeno, sono Haendel, Alessandro
Scarlatti, Leo, Jommelli, Traetta, Porpora, Piccinni, Pergolesi, Hasse.
Soffermandoci su un grande compositore quale Georg Friederich Haendel (Halle 1685-Londra 1759)
la cui opera può essere considerata la più alta e completa espressione del barocco musicale, viene da chiedersi come sia possibile che un uomo (un genio che componeva già a 10 anni) abbia potuto lasciarci 40 opere italiane serie (tranne "Serse", che ha elementi comici) e una quantità enorme di musica di vario tipo, tra cui i concerti per organo e orchestra ( tra i primi a comporli), il celeberrimo "Messiah" e tantissima altra grande musica come i Concerti Grossi, precursori della moderna sinfonia. L'unica spiegazione possibile sta nella sua spiccata capacità di assimilare ed elaborare con grande maestria tutta la musica che ascoltava, dai canti di strada allo stile musicale italiano per forgiarne uno personale e inconfondibile, superando nettamente i vari generi esistenti ricomponendoli in un grandioso organismo splendidamente omogeneo. Tra le sue opere italiane più significative spicca "Radamisto"  un' impareggiabile connubio tra bellezza estetica e contenuti, un inno alla pace tra gli uomini ( da ricordare l'aria stupenda "Ombra cara"); e ancora "Giulio Cesare", "Tamerlano", "Orlando", "Serse", "Alcina" le cui arie sono tra i più alti esempi di stile
haendeliano e il cui contenitore armonico si avvale di elementi esoterici, come la sommatoria delle tonalità
impiegate in tutta l'opera che formano nel circolo delle quinte una proiezione geometrica che forma una stella a 8 punte.

L'OPERA SERIA NEL 1700

L' opera seria si arricchisce di un maggiore approfondimento drammatico con  Domenico Cimarosa, Paisiello, Zingarelli, Gazzaniga e Mozart. Il simbolo dell'immortalità dell'opera e della musica è Wolfgang Amadeus Mozart, ( Salisburgo 1756- Vienna 1791) le cui opere e le sinfonie sono tra le più rappresentate in tutto il mondo. Il piccolo Wolfgang che già a 4 anni scriveva musica sotto l'attento, e oserei dire invadente, insegnamento del padre Leopold ci ha lasciato dei capolavori musicali  di una bellezza prepotente e al contempo semplice nelle strutture armoniche. Ed è proprio la semplicità la caratteristica inconfondibile della sua musica: arriva alle corde dell'anima senza trovare alcun ostacolo mentale. Ricordiamo solo alcune opere per questioni di spazio, tra cui "Le nozze di Figaro", che si avvale drammaturgicamente di un personaggio ambiguo e affascinante quale Cherubino; "Don Giovanni" che lascia intravedere il lato più spudorato degli uomini e quello più effimero delle donne nel secolo più ipocrita e geniale della storia, appunto il '700. E ancora "Così fan tutte", dove si mette alla prova la fedeltà delle giovani fanciulle; "Idomeneo"e "la clemenza di Tito" trionfo della pace universale; e infine l'opera, l'ultima, più affascinante di Mozart grazie al libretto di  E.Schikaneder che ha attinto dalla favolistica popolare : "Il flauto magico". L 'ouverture e le arie sono rimaste nell'immaginario collettivo di tutti noi: chi non ricorda le note vertiginose che raggiungono la vetta del fa5 ne "la regina della notte"( di cui l'interpretazione più alta rimane quella di Lucia Popp) o il duetto di Papageno e Papagena? Per non parlare delle cinque note successive del flauto di pan e del suono magico del Glockenspiel ? E il basso profondo di Sarastro? E le arie stupende di Pamino e Tamina? ..E l'ambiguo messaggio "quasi" subliminale lanciato da Mozart sulla massoneria? Se non fosse finito a 35 anni avrebbe scritto l'opera in tedesco ( dopo "Il ratto del serraglio"), che aveva in mente da sempre ?
 

L'OPERA BUFFA NEL 1700

Il settecento è stato il secolo in cui è nata e si è sviluppata l'opera buffa. Grazie alle solide radici popolari
l'opera buffa si è contraddistinta  grazie alla sua variopinta libertà di forme e contenuti, alternando recitativi
e arie a duetti, terzetti, concertati e elaborati finali. Si può senza dubbio affermare il predominio italiano in
questo genere a partire da Giovan Battista Pergolesi (Jesi 1710- Pozzuoli 1736) con "La serva padrona".
Il secolo XVIII, mistificatore e godereccio, si conclude con il trionfo dell'opera buffa su quella seria. Capolavori musicali come "Il matrimonio segreto" di Domenico Cimarosa (Aversa 1749- Venezia 1801)
da cui il meraviglioso duetto "cara, non dubitar", e appunto il "Don Giovanni" di Mozart, con la personale libertà espressiva e l' apertura al rinnovamento delle idee, rappresentano il ponte tra l'opera buffa e la successiva opera romantica, tipica del secolo successivo, di cui parleremo in seguito.

IL MATRIMONIO SEGRETO- Domenico Cimarosa

TOSCA- PUCCINI

LUCIA DI LAMMERMOOR- DONIZETTI

FIDELIO-L.V.BEETHOVEN

FALSTAFF- VERDI