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Leo de Berardinis   Gioi, 29 dicembre 1939 – Roma, 18 settembre 2008

Dopo le esperienza di attore con Carlo Quartucci, iniziò il suo sodalizio con Perla Peragallo. Nel 1968 firmò con Carmelo Bene uno storico Don Chisciotte. Negli anni settanta, insieme a Perla Peragallo, si trasferì nell'entroterra napoletano, a Marigliano, dove realizzò improvvisazioni teatrali provocatorie e aggressive.

Nel 1983, a Bologna, in collaborazione con la Cooperativa Nuova Scena, mise in scena gli spettacoli scespiriani Amleto, King Lear - studi e variazioni e La tempesta, a cui fecero seguito molte altre produzioni. Nel 1987 fondò il Teatro di Leo, con cui produsse spettacoli, laboratori e incontri.

Dal 1994 diresse il Teatro Laboratorio San Leonardo di Bologna in convenzione con il comune di Bologna. Nel 1994 al 1997 assunse la direzione artistica del Festival di teatro di Santarcangelo di Romagna.

Nel 2000, in un'intervista-dialogo con Alfonso Amendola, Leo de Berardinis apre un ventaglio di nuove idee teatrali e ripercorre le tappe più significative del proprio percorso intellettuale ed umano. Il 4 maggio 2001 gli fu stata conferita la laurea honoris causa dalla facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Bologna.

Il 16 giugno 2001 Leo de Berardinis entrò in coma[2], a seguito di un errore dell'anestesista durante un intervento chirurgico: per l'errore, l'anestesista è stato successivamente condannato in primo grado.

A maggio del 2007, si è svolto negli spazi del DMS (Dipartimento Musica e Spettacolo) dell'Università di Bologna il convegno Per un libro su Leo a Bologna. Tre incontri per ritrovare Leo dentro e fuori di noi. L'incontro, organizzato da Claudio Meldolesi e Angela Malfitano, ha rappresentato un'occasione per parlare dell'opera artistica di Leo de Berardinis. Il 18 luglio 2008 gli è stato assegnato il vitalizio previsto dalla cosiddetta legge Bacchelli: la motivazione ha voluto personalmente redigerla l'attuale presidente della repubblica italiana, Giorgio Napolitano